Владата тврди дека со измените на Буџетот за 2026 година обезбедува повеќе пари за капитални инвестиции, земјоделството, социјална заштита, студентски и ученички стандард и здравство. Фајненс Тинк, пак, оценува дека проширувањето на дефицитот на 4,1 отсто од БДП носи значајни фискални ризици, особено ако капиталните расходи не се реализираат до крајот на годината

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Владата тврди дека со измените на Буџетот за 2026 година обезбедува повеќе пари за капитални инвестиции, земјоделството, социјална заштита, студентски и ученички стандард и здравство. Фајненс Тинк, пак, оценува дека проширувањето на дефицитот на 4,1 отсто од БДП носи значајни фискални ризици, особено ако капиталните расходи не се реализираат до крајот на годината

Peter Rosario has spent years watching his teachers help Spanish-speaking preschoolers sound out English words at La Casa de Don Pedro, a Newark-based nonprofit organization that offers support for immigrant families and contracts with Newark Public Schools to provide state-funded preschool. But Rosario says the state’s investment in programs like his hasn’t turned into clear […]

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Peter Rosario has spent years watching his teachers help Spanish-speaking preschoolers sound out English words at La Casa de Don Pedro, a Newark-based nonprofit organization that offers support for immigrant families and contracts with Newark Public Schools to provide state-funded preschool. But Rosario says the state’s investment in programs like his hasn’t turned into clear […]

The ceasefire in the Middle East has brought a sense of relief, but it is still too early to say the conflict is nearing an end. The key question now is whether there will be progress in negotiations over the…

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The ceasefire in the Middle East has brought a sense of relief, but it is still too early to say the conflict is nearing an end. The key question now is whether there will be progress in negotiations over the…

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Radio France Internationale
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Congresul AfD de la Erfurt a reconfirmat conducerea actuală și a stabilit ca obiectiv principal preluarea guvernării în landurile estice. Evenimentul a evidențiat influența taberei radicale prin alegerea unor apropiați ai suborganizației extremiste, dizolvate „Aripa”. Partidul se confruntă cu acuzații de extremism și legături cu Rusia, fiind contestat în stradă de zeci de mii de protestatari. În timp ce unii politologi observă o profesionalizare a AfD, opoziția avertizează asupra riscurilor majore pentru siguranța națională.

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Radio France Internationale
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Congresul AfD de la Erfurt a reconfirmat conducerea actuală și a stabilit ca obiectiv principal preluarea guvernării în landurile estice. Evenimentul a evidențiat influența taberei radicale prin alegerea unor apropiați ai suborganizației extremiste, dizolvate „Aripa”. Partidul se confruntă cu acuzații de extremism și legături cu Rusia, fiind contestat în stradă de zeci de mii de protestatari. În timp ce unii politologi observă o profesionalizare a AfD, opoziția avertizează asupra riscurilor majore pentru siguranța națională.

Audit released July 7, 2026
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Athens County Independent
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The Ohio Auditor of State released the following audit July 7, 2026. The post Audit released July 7, 2026 appeared first on Athens County Independent.

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Athens County Independent
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The Ohio Auditor of State released the following audit July 7, 2026. The post Audit released July 7, 2026 appeared first on Athens County Independent.

di Marie-Lucile KubackiReims - Il 30 giugno Papa Leone XIV ha nominato Éric de Moulins-Beaufort, arcivescovo di Reims in Francia, membro del Dicastero per l’Evangelizzazione . Già Presidente della Conferenza dei vescovi di Francia, sei anni fa de Moulins-Beaufort ha avviato nel suo diocesi un progetto di conversione missionaria, connesso - come molti altri – anche alla urgenza di farsi carico della diminuzione del numero dei sacerdoti. Teologo, specialista di Henri de Lubac, ha accettato di condividere con Fides il suo approccio alla missione in un Paese non soltanto “secolarizzato”, ma, come egli stesso afferma, segnato dalla «volontà di costruirsi al di fuori di Dio, e persino al di fuori del Dio di Gesù Cristo».Lei è stato appena nominato membro del Dicastero per l’Evangelizzazione, alla vigilia del viaggio di Papa Leone XIV in Francia. Se dovesse descrivergli in pochi tratti la Chiesa di Francia che incontrerà, che cosa gli direbbe?-Incontrerà una Chiesa di Francia in piena trasformazione. Dobbiamo abituarci a vivere con un numero ridotto di sacerdoti, anche se si può sempre sperare in nuovi ingressi in seminario. Il calo del numero dei sacerdoti è ben lontano dall’essere terminato, e ha toccato numerose generazioni, a causa degli abbandoni, del pensionamento dei presbiteri e poi della loro . Questa Chiesa ha anche portato il peso dello shock della rivelazione delle violenze sessuali e spirituali, degli inganni emersi in alcune fondazioni e realtà ecclesiali che potevano apparire piene di promesse.Si tratta dunque di una Chiesa in fase di trasformazione del proprio modello pastorale, da tempo in ricerca, con esperienze varie e, credo, interessanti: vi sono zelo, slancio, un desiderio di far conoscere il Vangelo. Essa si trasforma per essere più lucida, meno ingenua, più critica verso se stessa e verso ciò che la sua struttura può generare. In questo modo diventa più capace di accogliere coloro che arrivano e di servire realmente Cristo. Infine, ci troviamo in un momento della storia del mondo in cui le inquietudini prevalgono sulle speranze per il domani. La novità degli ultimi due o tre anni è che ciò un tempo poteva apparire scontato - come il semplice atto di fede, e ripetere il nome di Cristo, guardare alla figura di Cristo – oggi viene percepito e vissuto come la cosa più interessante e illuminante presso numerosi catecumeni e cresimandi, in particolare tra le giovani generazioni.In questa trasformazione, quali frutti nella Chiesa si cominciano a vedere?-Penso certamente ai catecumeni, ma anche a relazioni di fraternità più reali nell’organizzazione delle diocesi e delle parrocchie, a una ricerca di modalità rinnovate e di un’intelligenza della fede.Oggi non si può più fare affidamento su un “bagaglio” cristiano ricevuto come l’aria che si respira. Occorre rafforzare interiormente i cristiani perché siano realmente liberi nella libertà spirituale di Cristo. Molti cristiani, ad esempio, hanno la gioia di vedere che possono presiedere delle preghiere: non per prendere il posto dei sacerdoti, ma per esercitare pienamente il loro sacerdozio comune.Ciò permette anche di mettere meglio in luce ciò che è proprio del ministero ordinato – vescovo, presbitero, diacono –, con la questione dei ministeri istituiti. Si riscopre il sacerdozio battesimale, questo sacerdozio comune, come vero protagonista della Chiesa. Mi sembra che su questo tema vi sia stata una grande trasformazione negli ultimi dieci anni, ed è promettente.Come interpreta il paradosso di una Francia descritta come profondamente secolarizzata e tuttavia affascinata dal religioso, che riemerge costantemente nel dibattito pubblico?-È, come lei dice, un vero paradosso francese. La Francia è secolarizzata, ma ciò che la caratterizza è che la Francia moderna si è costruita in una volontà di autonomia rispetto a Dio più forte della semplice secolarizzazione. Vi è una volontà di costruirsi al di fuori di Dio, e persino al di fuori del Dio di Gesù Cristo in modo molto preciso.Ritengo che ciò faccia parte della rivelazione del Dio di Israele, che si manifesta anche suscitando contraddizione: è un momento della storia, non la parola definitiva. Non è sorprendente che questo si accompagni a molto interesse e attenzione. Lo si è visto di recente: la morte di Papa Francesco e l’elezione di Papa Leone hanno suscitato in Francia un interesse straordinario.I francesi avvertono bene che la fede cristiana è una scuola di libertà. Comprendono spontaneamente la libertà in termini di autonomia ed emancipazione, ma si può anche scoprire che essa è più grande nel consenso, nell’accoglienza, nell’ospitalità e in una certa dipendenza da Dio, che libera di più. In Francia tutto questo si scontra: bisogno di emancipazione e coscienza della ricchezza di ciò che la fede in Dio ha potuto offrire e può offrire ancora.Come legge il fenomeno dei catecumeni: come un indicatore di vitalità missionaria o come un segno da accogliere con prudenza?-Lo leggo innanzitutto come un dono di Dio, come un incoraggiamento. Non è il risultato di un’azione pastorale particolarmente riuscita: non abbiamo trovato una soluzione miracolosa. Credo che questi catecumeni siano un dono che Dio ci fa per incoraggiarci nel lavoro di trasformazione pastorale e di purificazione del nostro sguardo.Quando leggo le loro lettere, due cose mi colpiscono. La prima è che il grande motore è la scoperta, nell’incontro con Cristo, di un modo nuovo di vivere: nella pace, nell’apertura agli altri, uscendo dal risentimento e dalla collera, nella speranza. Pochissimi evocano il desiderio di “ritrovare la Francia di sempre”: ciò che vedo è la scoperta di un altro modo di vivere, talvolta intravisto in persone vicine, talvolta scoperto in occasione di una prova o di un incontro inatteso.Il secondo elemento è che loro si appropriano molto facilmente del vocabolario teologico della Scrittura e della liturgia. Parlano del peccato non come di una semplice colpa morale, ma come di un “mancare il bersaglio”, come un rifiuto interiore di cui si scopre improvvisamente la vanità, con parole tratte da san Paolo e dalla liturgia, ad esempio quella di “schiavitù”. La forza dell’esperienza spirituale che vivono li conduce a ritrovare le parole dei primi cristiani: è semplice e molto forte.In che modo queste lettere influenzano il suo modo di considerare la missione e l’annuncio del Vangelo?Per molto tempo ho inteso la missione come se si trattasse di avere il coraggio di “collocare il nostro prodotto” presso persone che non lo conoscono e non vi sono interessate. Poco a poco ho compreso che la missione è anche essere inviati là dove siamo, assumere il peso e portare davanti a Dio il destino di tutta l’umanità.L’efficacia della missione non si misura solo dal numero di “aderenti” al “club” che è la Chiesa. Essa appartiene al mistero della croce: accettiamo di essere uniti a Cristo per portare il destino dell’umanità, e il Padre risponde come vuole. Dobbiamo comportarci da cristiani là dove siamo, con intensità e verità, confidando che si compia l’opera di Dio, che vuole condurre gli uomini alla pienezza della vita.Il tema scelto per il viaggio del Papa è «la vita in abbondanza». Questo passa attraverso la libertà di dire quale sia la fonte che ci fa vivere, attraverso l’esigenza di riconoscere ciò che Gesù ci dona – e che solo Lui ci dona – e di testimoniare questo dono che celebriamo nei sacramenti e che siamo chiamati a vivere in tutti i nostri incontri, anche nella vita sociale.Come si è concretizzata la riforma missionaria condotta a Reims e quali sono i primi frutti?-Concretamente, quest’anno ho iniziato una serie di visite pastorali che fino ad ora non avevo potuto svolgere pienamente perché ero impegnato nella Conferenza dei vescovi e quindi spesso fuori diocesi.Ho cominciato a trascorrere tempo nei diversi spazi missionari: ne ho visitati due su undici, sono ancora lontano dall’aver terminato, ma proseguirò con maggior intensità l’anno prossimo. Vogliamo anche approfittare del percorso sinodale a cui siamo invitati per esprimere, formulare e valutare ciò che stiamo vivendo. Abbiamo la fortuna che la Comunità Saint-Martin abbia accettato di assumere un nuovo spazio missionario, ricavato da uno spazio che era troppo vasto, e di venire espressamente per vivere le intuizioni profonde del nostro progetto pastorale. Questo rilancerà il nostro progetto. Globalmente, penso che le intuizioni di base siano confermate. Ci permettono di vivere senza essere troppo schiacciati dal territorio e dal numero esiguo rispetto all’estensione da servire.Evidentemente, le nostre forze sono più deboli di quanto avevamo immaginato: le forze presbiterali e diaconali sono inferiori a quelle su cui contavamo, anche rispetto agli obiettivi che ci eravamo fissati.A Reims Lei come ha vigilato affinché la trasformazione missionaria avviata sei anni fa non si riducesse a una semplice riforma delle strutture? E quali frutti ne vede?-La tentazione di pensare che si possano far evolvere le cose attraverso riforme strutturali, tecniche di management o strategie di comunicazione è una malattia umana generale. Occorrono realizzazioni concrete, ma abbiamo voluto mettere in ordine i tre “munera” del sacerdote: insegnare, santificare, governare.Troppo spesso si dedica molto tempo al governare – cioè amministrare –, poi si santifica perché si celebrano i sacramenti, e spesso si annuncia “quando si può”. Ora, l’ordine teologico è l’inverso: anzitutto una parola di promessa, di vita, di liberazione, di consolazione; poi santificare; infine governare. Governare non consiste nell’amministrare né nel dirigere, ma nel sostenere i cristiani per aiutarli a vivere maggiormente nel cammino di Dio. Occorre continuare ad alleggerire la gestione del nostro apparato patrimoniale e organizzativo per essere più disponibili alla Parola, ai sacramenti e agli incontri nei quali si cresce insieme.

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Agenzia Fides
CC BY🅭🅯

di Marie-Lucile KubackiReims - Il 30 giugno Papa Leone XIV ha nominato Éric de Moulins-Beaufort, arcivescovo di Reims in Francia, membro del Dicastero per l’Evangelizzazione . Già Presidente della Conferenza dei vescovi di Francia, sei anni fa de Moulins-Beaufort ha avviato nel suo diocesi un progetto di conversione missionaria, connesso - come molti altri – anche alla urgenza di farsi carico della diminuzione del numero dei sacerdoti. Teologo, specialista di Henri de Lubac, ha accettato di condividere con Fides il suo approccio alla missione in un Paese non soltanto “secolarizzato”, ma, come egli stesso afferma, segnato dalla «volontà di costruirsi al di fuori di Dio, e persino al di fuori del Dio di Gesù Cristo».Lei è stato appena nominato membro del Dicastero per l’Evangelizzazione, alla vigilia del viaggio di Papa Leone XIV in Francia. Se dovesse descrivergli in pochi tratti la Chiesa di Francia che incontrerà, che cosa gli direbbe?-Incontrerà una Chiesa di Francia in piena trasformazione. Dobbiamo abituarci a vivere con un numero ridotto di sacerdoti, anche se si può sempre sperare in nuovi ingressi in seminario. Il calo del numero dei sacerdoti è ben lontano dall’essere terminato, e ha toccato numerose generazioni, a causa degli abbandoni, del pensionamento dei presbiteri e poi della loro . Questa Chiesa ha anche portato il peso dello shock della rivelazione delle violenze sessuali e spirituali, degli inganni emersi in alcune fondazioni e realtà ecclesiali che potevano apparire piene di promesse.Si tratta dunque di una Chiesa in fase di trasformazione del proprio modello pastorale, da tempo in ricerca, con esperienze varie e, credo, interessanti: vi sono zelo, slancio, un desiderio di far conoscere il Vangelo. Essa si trasforma per essere più lucida, meno ingenua, più critica verso se stessa e verso ciò che la sua struttura può generare. In questo modo diventa più capace di accogliere coloro che arrivano e di servire realmente Cristo. Infine, ci troviamo in un momento della storia del mondo in cui le inquietudini prevalgono sulle speranze per il domani. La novità degli ultimi due o tre anni è che ciò un tempo poteva apparire scontato - come il semplice atto di fede, e ripetere il nome di Cristo, guardare alla figura di Cristo – oggi viene percepito e vissuto come la cosa più interessante e illuminante presso numerosi catecumeni e cresimandi, in particolare tra le giovani generazioni.In questa trasformazione, quali frutti nella Chiesa si cominciano a vedere?-Penso certamente ai catecumeni, ma anche a relazioni di fraternità più reali nell’organizzazione delle diocesi e delle parrocchie, a una ricerca di modalità rinnovate e di un’intelligenza della fede.Oggi non si può più fare affidamento su un “bagaglio” cristiano ricevuto come l’aria che si respira. Occorre rafforzare interiormente i cristiani perché siano realmente liberi nella libertà spirituale di Cristo. Molti cristiani, ad esempio, hanno la gioia di vedere che possono presiedere delle preghiere: non per prendere il posto dei sacerdoti, ma per esercitare pienamente il loro sacerdozio comune.Ciò permette anche di mettere meglio in luce ciò che è proprio del ministero ordinato – vescovo, presbitero, diacono –, con la questione dei ministeri istituiti. Si riscopre il sacerdozio battesimale, questo sacerdozio comune, come vero protagonista della Chiesa. Mi sembra che su questo tema vi sia stata una grande trasformazione negli ultimi dieci anni, ed è promettente.Come interpreta il paradosso di una Francia descritta come profondamente secolarizzata e tuttavia affascinata dal religioso, che riemerge costantemente nel dibattito pubblico?-È, come lei dice, un vero paradosso francese. La Francia è secolarizzata, ma ciò che la caratterizza è che la Francia moderna si è costruita in una volontà di autonomia rispetto a Dio più forte della semplice secolarizzazione. Vi è una volontà di costruirsi al di fuori di Dio, e persino al di fuori del Dio di Gesù Cristo in modo molto preciso.Ritengo che ciò faccia parte della rivelazione del Dio di Israele, che si manifesta anche suscitando contraddizione: è un momento della storia, non la parola definitiva. Non è sorprendente che questo si accompagni a molto interesse e attenzione. Lo si è visto di recente: la morte di Papa Francesco e l’elezione di Papa Leone hanno suscitato in Francia un interesse straordinario.I francesi avvertono bene che la fede cristiana è una scuola di libertà. Comprendono spontaneamente la libertà in termini di autonomia ed emancipazione, ma si può anche scoprire che essa è più grande nel consenso, nell’accoglienza, nell’ospitalità e in una certa dipendenza da Dio, che libera di più. In Francia tutto questo si scontra: bisogno di emancipazione e coscienza della ricchezza di ciò che la fede in Dio ha potuto offrire e può offrire ancora.Come legge il fenomeno dei catecumeni: come un indicatore di vitalità missionaria o come un segno da accogliere con prudenza?-Lo leggo innanzitutto come un dono di Dio, come un incoraggiamento. Non è il risultato di un’azione pastorale particolarmente riuscita: non abbiamo trovato una soluzione miracolosa. Credo che questi catecumeni siano un dono che Dio ci fa per incoraggiarci nel lavoro di trasformazione pastorale e di purificazione del nostro sguardo.Quando leggo le loro lettere, due cose mi colpiscono. La prima è che il grande motore è la scoperta, nell’incontro con Cristo, di un modo nuovo di vivere: nella pace, nell’apertura agli altri, uscendo dal risentimento e dalla collera, nella speranza. Pochissimi evocano il desiderio di “ritrovare la Francia di sempre”: ciò che vedo è la scoperta di un altro modo di vivere, talvolta intravisto in persone vicine, talvolta scoperto in occasione di una prova o di un incontro inatteso.Il secondo elemento è che loro si appropriano molto facilmente del vocabolario teologico della Scrittura e della liturgia. Parlano del peccato non come di una semplice colpa morale, ma come di un “mancare il bersaglio”, come un rifiuto interiore di cui si scopre improvvisamente la vanità, con parole tratte da san Paolo e dalla liturgia, ad esempio quella di “schiavitù”. La forza dell’esperienza spirituale che vivono li conduce a ritrovare le parole dei primi cristiani: è semplice e molto forte.In che modo queste lettere influenzano il suo modo di considerare la missione e l’annuncio del Vangelo?Per molto tempo ho inteso la missione come se si trattasse di avere il coraggio di “collocare il nostro prodotto” presso persone che non lo conoscono e non vi sono interessate. Poco a poco ho compreso che la missione è anche essere inviati là dove siamo, assumere il peso e portare davanti a Dio il destino di tutta l’umanità.L’efficacia della missione non si misura solo dal numero di “aderenti” al “club” che è la Chiesa. Essa appartiene al mistero della croce: accettiamo di essere uniti a Cristo per portare il destino dell’umanità, e il Padre risponde come vuole. Dobbiamo comportarci da cristiani là dove siamo, con intensità e verità, confidando che si compia l’opera di Dio, che vuole condurre gli uomini alla pienezza della vita.Il tema scelto per il viaggio del Papa è «la vita in abbondanza». Questo passa attraverso la libertà di dire quale sia la fonte che ci fa vivere, attraverso l’esigenza di riconoscere ciò che Gesù ci dona – e che solo Lui ci dona – e di testimoniare questo dono che celebriamo nei sacramenti e che siamo chiamati a vivere in tutti i nostri incontri, anche nella vita sociale.Come si è concretizzata la riforma missionaria condotta a Reims e quali sono i primi frutti?-Concretamente, quest’anno ho iniziato una serie di visite pastorali che fino ad ora non avevo potuto svolgere pienamente perché ero impegnato nella Conferenza dei vescovi e quindi spesso fuori diocesi.Ho cominciato a trascorrere tempo nei diversi spazi missionari: ne ho visitati due su undici, sono ancora lontano dall’aver terminato, ma proseguirò con maggior intensità l’anno prossimo. Vogliamo anche approfittare del percorso sinodale a cui siamo invitati per esprimere, formulare e valutare ciò che stiamo vivendo. Abbiamo la fortuna che la Comunità Saint-Martin abbia accettato di assumere un nuovo spazio missionario, ricavato da uno spazio che era troppo vasto, e di venire espressamente per vivere le intuizioni profonde del nostro progetto pastorale. Questo rilancerà il nostro progetto. Globalmente, penso che le intuizioni di base siano confermate. Ci permettono di vivere senza essere troppo schiacciati dal territorio e dal numero esiguo rispetto all’estensione da servire.Evidentemente, le nostre forze sono più deboli di quanto avevamo immaginato: le forze presbiterali e diaconali sono inferiori a quelle su cui contavamo, anche rispetto agli obiettivi che ci eravamo fissati.A Reims Lei come ha vigilato affinché la trasformazione missionaria avviata sei anni fa non si riducesse a una semplice riforma delle strutture? E quali frutti ne vede?-La tentazione di pensare che si possano far evolvere le cose attraverso riforme strutturali, tecniche di management o strategie di comunicazione è una malattia umana generale. Occorrono realizzazioni concrete, ma abbiamo voluto mettere in ordine i tre “munera” del sacerdote: insegnare, santificare, governare.Troppo spesso si dedica molto tempo al governare – cioè amministrare –, poi si santifica perché si celebrano i sacramenti, e spesso si annuncia “quando si può”. Ora, l’ordine teologico è l’inverso: anzitutto una parola di promessa, di vita, di liberazione, di consolazione; poi santificare; infine governare. Governare non consiste nell’amministrare né nel dirigere, ma nel sostenere i cristiani per aiutarli a vivere maggiormente nel cammino di Dio. Occorre continuare ad alleggerire la gestione del nostro apparato patrimoniale e organizzativo per essere più disponibili alla Parola, ai sacramenti e agli incontri nei quali si cresce insieme.

Kryetari i Kuvendit, Afrim Gashi, e mbështet idenë për votim elektronik nëse mundësohet identifikimi i votuesve dhe fshehtësia e votimit. Ai u bëri thirrje koordinatorëve të grupeve parlamentare që të përpiqen t’i tejkalojnë qëndrimet e ndryshme dhe të arrijnë kompromis për Kodin Zgjedhor, transmeton Portalb.mk. Në një takim informues me gazetarët, kryetari i Kuvendit tha […]

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Portalb
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Kryetari i Kuvendit, Afrim Gashi, e mbështet idenë për votim elektronik nëse mundësohet identifikimi i votuesve dhe fshehtësia e votimit. Ai u bëri thirrje koordinatorëve të grupeve parlamentare që të përpiqen t’i tejkalojnë qëndrimet e ndryshme dhe të arrijnë kompromis për Kodin Zgjedhor, transmeton Portalb.mk. Në një takim informues me gazetarët, kryetari i Kuvendit tha […]

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Radio France Internationale
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مارک ڕوتە سکرتێری گشتی ناتۆ کۆنفرانسێکی ڕۆژنامەوانی ساز کرد، پێش دەستپێکردنی کۆبوونەوەی لوتکەی سەرکردەکانی ناتۆ لە ئەنقەرە.

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ده‌نگی ئه‌مه‌ریکا
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مارک ڕوتە سکرتێری گشتی ناتۆ کۆنفرانسێکی ڕۆژنامەوانی ساز کرد، پێش دەستپێکردنی کۆبوونەوەی لوتکەی سەرکردەکانی ناتۆ لە ئەنقەرە.

Elizabeth E. “Betty” Blackford
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Athens County Independent
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No services are planned and her ashes will be interred in Greenlawn Cemetery, Nelsonville. The post Elizabeth E. “Betty” Blackford appeared first on Athens County Independent.

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No services are planned and her ashes will be interred in Greenlawn Cemetery, Nelsonville. The post Elizabeth E. “Betty” Blackford appeared first on Athens County Independent.

„Рафинеријата Омск, еден од клучните руски капацитети за преработка на нафта, кој се наоѓа далеку од Украина, е погодена. Ќе ги прекине операциите“, рече Коваленко

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„Рафинеријата Омск, еден од клучните руски капацитети за преработка на нафта, кој се наоѓа далеку од Украина, е погодена. Ќе ги прекине операциите“, рече Коваленко

Berrikuntza aplikaturako txanda iritsi da Donostiako superordenagailuan. Haien erabilera kasuak ordenagailuan konputatu nahi dituzten euskal erakundeen eta enpresen ilara dago dagoeneko.

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Berria
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Berrikuntza aplikaturako txanda iritsi da Donostiako superordenagailuan. Haien erabilera kasuak ordenagailuan konputatu nahi dituzten euskal erakundeen eta enpresen ilara dago dagoeneko.

Zaštitnik građana Zoran Pašalić zatražio je da nadležni organi hitno utvrde sve okolnosti lepljenja plakata mržnje u Kruševcu usmerenih protiv pripadnika albanske nacionalne manjine i da identifikuju i procesuiraju odgovorne u skladu sa zakonom, prenosi agencija Beta. Pašalić je u saopštenju od nadležnih zatražio da preduzmu sve neophodne mere radi sprečavanja ponavljanja sličnih incidenata, ističući da su državni organi dužni da dosledno štite prava svih nacionalnih manjina i da odlučno...

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Radio Slobodna Evropa/Radio Liberty
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Zaštitnik građana Zoran Pašalić zatražio je da nadležni organi hitno utvrde sve okolnosti lepljenja plakata mržnje u Kruševcu usmerenih protiv pripadnika albanske nacionalne manjine i da identifikuju i procesuiraju odgovorne u skladu sa zakonom, prenosi agencija Beta. Pašalić je u saopštenju od nadležnih zatražio da preduzmu sve neophodne mere radi sprečavanja ponavljanja sličnih incidenata, ističući da su državni organi dužni da dosledno štite prava svih nacionalnih manjina i da odlučno...

21 minutes

Международное французское радио
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Террористическая группировка ХАМАС в понедельник, 6 июля, заявила о роспуске своей администрации в Газе и готовности передать гражданское управление анклавом технократическому комитету (NGAG) в рамках мирного плана Дональда Трампа. При этом процесс разоружения ХАМАС находится в тупике. Источники издания Ynet среди израильских чиновников назвали роспуск правительства ХАМАС пропагандистским ходом и «тактикой затягивания времени».

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Международное французское радио
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Террористическая группировка ХАМАС в понедельник, 6 июля, заявила о роспуске своей администрации в Газе и готовности передать гражданское управление анклавом технократическому комитету (NGAG) в рамках мирного плана Дональда Трампа. При этом процесс разоружения ХАМАС находится в тупике. Источники издания Ynet среди израильских чиновников назвали роспуск правительства ХАМАС пропагандистским ходом и «тактикой затягивания времени».

Robert Earl Auflick
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21 minutes

Athens County Independent
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A celebration of life will be announced at a future date for those wishing to honor his memory. The post Robert Earl Auflick appeared first on Athens County Independent.

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Athens County Independent
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A celebration of life will be announced at a future date for those wishing to honor his memory. The post Robert Earl Auflick appeared first on Athens County Independent.

Teachers in a study reported strong emotional reactions to small setbacks from their perfectionistic students, ranging from crying or lashing out to shutting down completely.

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The Conversation
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Teachers in a study reported strong emotional reactions to small setbacks from their perfectionistic students, ranging from crying or lashing out to shutting down completely.

Thomas L. “Tom” Zimmerman
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22 minutes

Athens County Independent
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The family would like to thank the nurses and staff of OhioHealth Home Care and Hospice for the excellent care Tom received. The post Thomas L. “Tom” Zimmerman appeared first on Athens County Independent.

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Athens County Independent
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The family would like to thank the nurses and staff of OhioHealth Home Care and Hospice for the excellent care Tom received. The post Thomas L. “Tom” Zimmerman appeared first on Athens County Independent.

Губернатор Омской области Виталий Хоценко признал, что объектом украинской атаки стал Омский НПЗ. Чиновник заявил, что Минобороны "уничтожили большую часть, летевших беспилотников". Погибших и пострадавших нет, сказал он. "Прошу не приближаться к обломкам, не записывать видео, не вести фотосъемку. Сохраняйте спокойствие и доверяйте только официальным источникам", – добавил он. Удар по Омскому НПЗ был нанесен днем шестого июля, видео с последствиями атаки опубликовали украинские...

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Настоящее Время
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Губернатор Омской области Виталий Хоценко признал, что объектом украинской атаки стал Омский НПЗ. Чиновник заявил, что Минобороны "уничтожили большую часть, летевших беспилотников". Погибших и пострадавших нет, сказал он. "Прошу не приближаться к обломкам, не записывать видео, не вести фотосъемку. Сохраняйте спокойствие и доверяйте только официальным источникам", – добавил он. Удар по Омскому НПЗ был нанесен днем шестого июля, видео с последствиями атаки опубликовали украинские...

Bogotá – Comment former aujourd’hui des prêtres prêts à répondre aux besoins de l’Église en Colombie, en partant de l’écoute et du discernement ? Telle est la question qui guide la 121e Assemblée plénière de l’épiscopat colombien, qui se tient du 6 au 10 juillet à Bogotá.Placée sous le thème « La formation initiale au presbytérat dans une perspective synodale et missionnaire », la 121e Assemblée plénière rassemble 90 Évêques colombiens pour un discernement sur la vie et la mission de l’Église. des recteurs et des formateurs des séminaires, des séminaristes, des religieux et religieuses, ainsi que des laïcs liés à l’Organisation des séminaires de Colombie participent également à cette édition.Leur présence répond à la volonté d’accueillir les différentes voix impliquées dans la formation sacerdotale, dans le but de renforcer le parcours de préparation des futurs prêtres.Pour l’épiscopat colombien, en effet, « il est fondamental de renforcer une formation sacerdotale qui favorise la maturité humaine, spirituelle, intellectuelle et pastorale des futurs prêtres », comme on peut le lire dans un communiqué de la Conférence épiscopale transmis à l’Agence Fides.Les Évêques soulignent que « la formation commence avant l’ordination et constitue un processus intégral orienté vers le service du Peuple de Dieu ». Dans cette perspective, les transformations sociales, culturelles et numériques, ainsi que les nouveaux défis pastoraux, invitent l’Église à revoir l’accompagnement de ceux qui se préparent au ministère sacerdotal.Au cours de l’Assemblée, les travaux portent sur la mise à jour de la Ratio Nationalis, le document qui oriente la formation initiale au sacerdoce dans le pays, en harmonie avec le chemin synodal de l’Église universelle. Les journées comprennent des moments de prière, des célébrations eucharistiques, des conférences et des travaux de groupe, selon une méthodologie qui privilégie l’écoute et le discernement communautaire.En outre, on réaffirme que la formation sacerdotale n’est pas la tâche exclusive des séminaires, mais une responsabilité partagée par l’ensemble de la communauté ecclésiale, au sein de laquelle évêques, prêtres, personnes consacrées et laïcs contribuent, chacun selon son charisme, à l’épanouissement de la mission de l’Église. La qualité de cette formation a une incidence directe sur la vie des communautés, sur la capacité à annoncer l’Évangile et à accompagner les familles, les jeunes et les personnes en situation de vulnérabilité.Les données de l’Annuaire statistique de l’Église permettent de replacer cet intérêt pour la formation des futurs prêtres dans un contexte plus large. Au niveau mondial, on constate une diminution du nombre de prêtres ; en Amérique, cette tendance concerne aussi bien le clergé diocésain que le clergé religieux, avec une augmentation de la charge pastorale et du nombre de fidèles par ministre ordonné .En Colombie, qui compte environ 52 millions d’habitants et quelque 48 millions de catholiques baptisés, cette réalité se traduit par une structure ecclésiale étendue – plus de 78 circonscriptions et environ 4 600 paroisses – desservie par environ 9 700 prêtres. Cela représente un prêtre pour 5 000 habitants, dans un contexte où l’action évangélisatrice est également soutenue par un vaste réseau de collaboration composé de plus de 11 000 religieuses, 51 000 catéchistes et près de 73 000 missionnaires laïcs. Face à ce scénario, l’Église souligne la coresponsabilité de toute la communauté dans l’accompagnement des vocations et dans une mission de plus en plus « en sortie », dans laquelle le ministère ordonné est vécu comme un service ecclésial et communautaire.

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Agenzia Fides
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Bogotá – Comment former aujourd’hui des prêtres prêts à répondre aux besoins de l’Église en Colombie, en partant de l’écoute et du discernement ? Telle est la question qui guide la 121e Assemblée plénière de l’épiscopat colombien, qui se tient du 6 au 10 juillet à Bogotá.Placée sous le thème « La formation initiale au presbytérat dans une perspective synodale et missionnaire », la 121e Assemblée plénière rassemble 90 Évêques colombiens pour un discernement sur la vie et la mission de l’Église. des recteurs et des formateurs des séminaires, des séminaristes, des religieux et religieuses, ainsi que des laïcs liés à l’Organisation des séminaires de Colombie participent également à cette édition.Leur présence répond à la volonté d’accueillir les différentes voix impliquées dans la formation sacerdotale, dans le but de renforcer le parcours de préparation des futurs prêtres.Pour l’épiscopat colombien, en effet, « il est fondamental de renforcer une formation sacerdotale qui favorise la maturité humaine, spirituelle, intellectuelle et pastorale des futurs prêtres », comme on peut le lire dans un communiqué de la Conférence épiscopale transmis à l’Agence Fides.Les Évêques soulignent que « la formation commence avant l’ordination et constitue un processus intégral orienté vers le service du Peuple de Dieu ». Dans cette perspective, les transformations sociales, culturelles et numériques, ainsi que les nouveaux défis pastoraux, invitent l’Église à revoir l’accompagnement de ceux qui se préparent au ministère sacerdotal.Au cours de l’Assemblée, les travaux portent sur la mise à jour de la Ratio Nationalis, le document qui oriente la formation initiale au sacerdoce dans le pays, en harmonie avec le chemin synodal de l’Église universelle. Les journées comprennent des moments de prière, des célébrations eucharistiques, des conférences et des travaux de groupe, selon une méthodologie qui privilégie l’écoute et le discernement communautaire.En outre, on réaffirme que la formation sacerdotale n’est pas la tâche exclusive des séminaires, mais une responsabilité partagée par l’ensemble de la communauté ecclésiale, au sein de laquelle évêques, prêtres, personnes consacrées et laïcs contribuent, chacun selon son charisme, à l’épanouissement de la mission de l’Église. La qualité de cette formation a une incidence directe sur la vie des communautés, sur la capacité à annoncer l’Évangile et à accompagner les familles, les jeunes et les personnes en situation de vulnérabilité.Les données de l’Annuaire statistique de l’Église permettent de replacer cet intérêt pour la formation des futurs prêtres dans un contexte plus large. Au niveau mondial, on constate une diminution du nombre de prêtres ; en Amérique, cette tendance concerne aussi bien le clergé diocésain que le clergé religieux, avec une augmentation de la charge pastorale et du nombre de fidèles par ministre ordonné .En Colombie, qui compte environ 52 millions d’habitants et quelque 48 millions de catholiques baptisés, cette réalité se traduit par une structure ecclésiale étendue – plus de 78 circonscriptions et environ 4 600 paroisses – desservie par environ 9 700 prêtres. Cela représente un prêtre pour 5 000 habitants, dans un contexte où l’action évangélisatrice est également soutenue par un vaste réseau de collaboration composé de plus de 11 000 religieuses, 51 000 catéchistes et près de 73 000 missionnaires laïcs. Face à ce scénario, l’Église souligne la coresponsabilité de toute la communauté dans l’accompagnement des vocations et dans une mission de plus en plus « en sortie », dans laquelle le ministère ordonné est vécu comme un service ecclésial et communautaire.