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Awali - Una serata speciale di unità, fede e preghiera è stata condivisa in occasione della Veglia per la Nazione organizzata da "This is Bahrain" e dalla Cattedrale di Nostra Signora d'Arabia. sotto il patrocinio di Sua Maestà il Re Hamad bin Isa Al Khalifa, sovrano del Regno del Bahrain. "Diverse tradizioni, diverse fedi, diverse culture, ci ritroviamo tutti insieme in preghiera per la Pace in questo splendido Paese che ci offre la possibilità di esprimere la nostra fede e di essere tutti in uno" ha detto il Vicario Apostolico di Arabia del nord, Vescovo Aldo Berardi, O.SS.T., all'apertura della veglia. L'evento, svoltosi la sera di mercoledì 8 aprile, è iniziato con un'invocazione allo Spirito Santo, seguito da Letture, Salmi, Vangelo e una serie di preghiere, pronunciate sia in inglese che in arabo, a simboleggiare la composizione variegata della comunità presente. L'incontro ha visto riunite oltre 1300 persone di diverse fedi e nazionalità, rappresentanti e leader di diverse comunità religiose, delegati del governo e del corpo diplomatico del Bahrain. Tra questi, in rappresentanza del Re, Ossama Al Alawi, Ministro per lo Sviluppo Sociale, Stephanie Hallett, Ambasciatrice degli Stati Uniti, Asako Okai, Ambasciatrice del Giappone; Saqib Rauf, Ambasciatore del Pakistan - il cui Paese svolge attualmente un ruolo catalizzatore nei negoziati di pace in corso tra Stati Uniti e Iran - oltre a vari membri del Consiglio della Shura e della Camera dei Rappresentanti, nonchè figure di spicco delle comunità politica e imprenditoriale del Bahrain, tutti insieme per pregare per la pace, l'armonia e la prosperità del Regno.Nel suo discorso, il Vicario Apostolico ha accolto con favore il cessate il fuoco, descrivendolo come un passo significativo e pieno di speranza verso la pace. Ha osservato che l'incontro stesso riflette un potente messaggio di unità tra persone di diverse religioni e provenienze. Sottolineando il consolidato impegno del Bahrain per la tolleranza e la convivenza religiosa, il Vescovo Berardi ha espresso apprezzamento per la libertà di culto nel Regno. Ha elogiato la leadership per aver promosso un ambiente in cui il rispetto reciproco e l'armonia continuano a prosperare e ha incoraggiato i presenti a perseverare nella preghiera per una pace duratura, sia all'interno del Bahrain che nell'intera regione.L'evento ha evidenziato il ruolo del Regno come faro di tolleranza e dialogo, rafforzando i valori di convivenza, comprensione reciproca e speranza collettiva di pace. "E' stato un momento di profonda riflessione collettiva e di speranza per una de-escalation e, in prospettiva, per una pace duratura per tutti i popoli della Regione", si legge nella nota dell'Ambasciata del Bahrain inviata a Fides. L'Ambasciatore Catalano ha espresso l'apprezzamento dell'Italia per la leadership del Bahrain nella promozione del dialogo tra culture e religioni. Ha quindi ribadito l'impegno dell'Italia a favore della pace e della cooperazione internazionale, nonchè il suo sostegno al Regno del Bahrain e ai suoi cittadini e residenti."L'arma più potente di un cristiano è la preghiera. Quando ci uniamo e invochiamo Dio per la pace, le nostre preghiere si elevano al di sopra delle nuvole e raggiungono il cielo. Questo è il momento di mostrare il nostro amore e la nostra solidarietà al Bahrain e al nostro amato Re, poichè egli crede che le nostre preghiere siano potenti", ha detto padre Francis P Joseph, OFM Cap, parroco della Chiesa del Sacro Cuore a Manama, nel suo invito a prendere parte all'evento.
Awali - Una serata speciale di unità, fede e preghiera è stata condivisa in occasione della Veglia per la Nazione organizzata da "This is Bahrain" e dalla Cattedrale di Nostra Signora d'Arabia. sotto il patrocinio di Sua Maestà il Re Hamad bin Isa Al Khalifa, sovrano del Regno del Bahrain. "Diverse tradizioni, diverse fedi, diverse culture, ci ritroviamo tutti insieme in preghiera per la Pace in questo splendido Paese che ci offre la possibilità di esprimere la nostra fede e di essere tutti in uno" ha detto il Vicario Apostolico di Arabia del nord, Vescovo Aldo Berardi, O.SS.T., all'apertura della veglia. L'evento, svoltosi la sera di mercoledì 8 aprile, è iniziato con un'invocazione allo Spirito Santo, seguito da Letture, Salmi, Vangelo e una serie di preghiere, pronunciate sia in inglese che in arabo, a simboleggiare la composizione variegata della comunità presente. L'incontro ha visto riunite oltre 1300 persone di diverse fedi e nazionalità, rappresentanti e leader di diverse comunità religiose, delegati del governo e del corpo diplomatico del Bahrain. Tra questi, in rappresentanza del Re, Ossama Al Alawi, Ministro per lo Sviluppo Sociale, Stephanie Hallett, Ambasciatrice degli Stati Uniti, Asako Okai, Ambasciatrice del Giappone; Saqib Rauf, Ambasciatore del Pakistan - il cui Paese svolge attualmente un ruolo catalizzatore nei negoziati di pace in corso tra Stati Uniti e Iran - oltre a vari membri del Consiglio della Shura e della Camera dei Rappresentanti, nonchè figure di spicco delle comunità politica e imprenditoriale del Bahrain, tutti insieme per pregare per la pace, l'armonia e la prosperità del Regno.Nel suo discorso, il Vicario Apostolico ha accolto con favore il cessate il fuoco, descrivendolo come un passo significativo e pieno di speranza verso la pace. Ha osservato che l'incontro stesso riflette un potente messaggio di unità tra persone di diverse religioni e provenienze. Sottolineando il consolidato impegno del Bahrain per la tolleranza e la convivenza religiosa, il Vescovo Berardi ha espresso apprezzamento per la libertà di culto nel Regno. Ha elogiato la leadership per aver promosso un ambiente in cui il rispetto reciproco e l'armonia continuano a prosperare e ha incoraggiato i presenti a perseverare nella preghiera per una pace duratura, sia all'interno del Bahrain che nell'intera regione.L'evento ha evidenziato il ruolo del Regno come faro di tolleranza e dialogo, rafforzando i valori di convivenza, comprensione reciproca e speranza collettiva di pace. "E' stato un momento di profonda riflessione collettiva e di speranza per una de-escalation e, in prospettiva, per una pace duratura per tutti i popoli della Regione", si legge nella nota dell'Ambasciata del Bahrain inviata a Fides. L'Ambasciatore Catalano ha espresso l'apprezzamento dell'Italia per la leadership del Bahrain nella promozione del dialogo tra culture e religioni. Ha quindi ribadito l'impegno dell'Italia a favore della pace e della cooperazione internazionale, nonchè il suo sostegno al Regno del Bahrain e ai suoi cittadini e residenti."L'arma più potente di un cristiano è la preghiera. Quando ci uniamo e invochiamo Dio per la pace, le nostre preghiere si elevano al di sopra delle nuvole e raggiungono il cielo. Questo è il momento di mostrare il nostro amore e la nostra solidarietà al Bahrain e al nostro amato Re, poichè egli crede che le nostre preghiere siano potenti", ha detto padre Francis P Joseph, OFM Cap, parroco della Chiesa del Sacro Cuore a Manama, nel suo invito a prendere parte all'evento.
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Nën dritën e kandilit këndohej jeta, me fije gjaku lidhej fjala. Në sofrën e vjetër mbështetej dita, dhe nata rrinte në prehër të fjalës. Kandili digjej ngadalë si kujtesa, dhe hiri i tij rrëfente emra të harruar. Në murin e nxirë, hija e gjyshit, rrinte në heshtje, si rojtar i shtëpisë. Rreth sofrës s’kishte vetëm […]

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Nën dritën e kandilit këndohej jeta, me fije gjaku lidhej fjala. Në sofrën e vjetër mbështetej dita, dhe nata rrinte në prehër të fjalës. Kandili digjej ngadalë si kujtesa, dhe hiri i tij rrëfente emra të harruar. Në murin e nxirë, hija e gjyshit, rrinte në heshtje, si rojtar i shtëpisë. Rreth sofrës s’kishte vetëm […]
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📲 ¡Pincha aquí y sigue el canal de WhatsApp de Maldita.es para que no te la cuelen! "> 📲 ¡Pincha aquí y sigue el canal de WhatsApp de Maldita.es para que no te la cuelen! Storm-1516: creación y suplantación páginas web para hacerlas pasar por medios de comunicaciónLa Operación Storm-1516, descubierta en agosto de 2023, y bautizada con ese nombre por Microsoft, es una campaña que consiste en la creación de páginas webs que suplantan a medios de comunicación, copiando su estilo, y suplantando también a periodistas que trabajan en esos medios para difundir desinformaciones.En marzo de 2025, un periodista alemán afincado en Francia llamado Robert Smichdt recibió un email de “un redactor jefe de una web de un país de Europa del Este” pidiéndole saber más sobre la investigación “que acababa de publicar sobre Olena Zelenska”, esposa del presidente de Ucrania, Volodímir Zelenski. Smichdt había investigado sobre extremismos o empresas multinacionales, pero nunca sobre un supuesto tráfico de menores en la fundación que preside la primera dama de Ucrania. Fue ahí cuando se enteró de que también fue víctima de una campaña de desinformación rusa que comenzó unos meses antes. Fue por un artículo de Maldita.es que el periodista alemán descubrió que había sido suplantado: usaron su nombre como si fuese un periodista que había descubierto que la Fundación Olena Zelenska “suministraba niños ucranianos a pedófilos en Europa occidental”. Una teoría similar a la del Pizzagate. También pusieron su nombre a un canal de YouTube, que ya no existe, donde sólo había un vídeo: la supuesta exclusiva de una persona que decían que era extrabajador de la fundación y que confesaba el secreto a Smichdt. Sin embargo, no se le ve la cara a ninguna de las dos personas que aparecen.Quien contactó al verdadero Smichdt en marzo de 2025 quería colaborar en la supuesta revelación que involucraría a la primera dama de Ucrania en tráfico de menores. “En realidad, me sorprendí un poco porque, en ese momento, ya había muchos artículos que demostraban que era algo inventado y me sorprendió que no lo encontrara”, cuenta Smichdt a Maldita.es.Páginas web que publicaron el contenido desinformador atribuido a Schmidt (arriba) y canal de YouTube con el nombre del periodista (abajo). Fuente: páginas web que lo difundieron y YouTube.La elección de los periodistas a los que robar la identidad es, aparentemente, aleatoria. “Creo que buscan periodistas europeos independientes con cierta credibilidad. También podría haber un vínculo con investigaciones en las que participé con respecto a la interferencia rusa y bielorrusa con Interpol, por lo que pueden haber usado eso para crear alguna reputación negativa con esa historia, pero creo que la explicación principal, la más probable, es simplemente que me encontraron en internet”, cuenta Robert Smichdt a Maldita.es.No obstante, esa credibilidad puede verse dañada. Aparecer en una de estas campañas puede suponer pérdida de confianza para las víctimas y repercutir en su profesión. Tiempo después de ser suplantado, Robert Smichdt, que es reportero freelance y parte del colectivo de reporteros WeReport, estaba trabajando en una historia sobre Bielorrusia y una fuente con la que contactó le dijo que no estaba seguro de colaborar con él debido a la historia publicada en la Operación Storm-1516. “En realidad, no sé si hay otras personas que querían hablar conmigo y no lo hicieron porque no estaban seguras de si podían confiar o no”, confiesa a Maldita.es.Recientemente, tras la publicación de los archivos de Epstein por parte del Departamento de Estado de Estados Unidos, el periodista Víctor Cousin, que escribe para el diario francés Le Parisien, denunciaba haber sido suplantado en una página web que a su vez se hacía pasar por France-Soir, para difundir desinformaciones que relacionaban al presidente de Francia, Emmanuel Macron, con fiestas y chicos jóvenes.Unos meses antes, la periodista Helen Brown, del británico The Telegraph, donde escribe sobre cultura, también se sorprendió cuando un día alguien le avisó de que su foto estaba firmando un texto que decía que Zelenski había sido atrapado enun esquema de corrupción multimillonario, un tema que queda lejos de los contenidos sobre música o teatro de los que Brown suele escribir. Junto a la firma aparecía su foto, concretamente la que usa en su perfil de Twitter (ahora X). A diferencia de Víctor Cousin, que fue suplantado con foto y nombre, solo aparecía la foto de Brown, pero el nombre era “Charlotte Davies”.Desinformación publicada en 2025 que utiliza la imagen de Helen Brown, robada de su perfil de X. Fuente: “London Telegraph” y X.En el caso de Brown solo usaron su foto y un tipo de tema muy diferente al que ella suele escribir. Sin embargo, en el del periodista Jorge Liboreiro, como él mismo cuenta, no solo era un tema similar a los que él trata, como “los vetos de Orbán en la UE”, sino que también dice, usan un estilo de escritura muy parecido al suyo.Encontramos otras variaciones en el modus operandi usado. Por ejemplo, a Smichdt lo suplantaron creando un canal de YouTube con su nombre y posteriormente difundiendo la supuesta revelación del supuesto testigo en una web llamada DC Weekly que se hacía pasar por una cabecera histórica de Washington, pero que no era más que una página creada con el propósito de difundir este tipo de campañas, como explicaba el New York Times en un artículo. También lo han usado en otra web llamada NetAfrica [.] net. En el caso de Helen Brown, la página web que se hacía pasar por The Telegraph se llamaba The London Telegraph y su tipografía era la misma que la del original.Además de suplantar a periodistas, estas campañas “con frecuencia usan actores de África Occidental o rusos que se hacen pasar por personas de otras partes del mundo”, explica Darren Linvill, profesor de la Universidad de Clemson y autor, junto con otros compañeros, de varias publicaciones que analizan estas campañas. Según menciona, “la primera historia de la Operación Storm-1516 que publicaron trataba sobre Zelenski comprando una villa en Egipto, una historia en la que crearon a un periodista al que le dieron un nombre, una cara y usaron a un actor para interpretarlo y le dieron un canal de YouTube. Y luego, más de un año después simularon el asesinato de ese supuesto periodista en otra historia”.Según explica la agencia estatal francesa que estudia la desinformación e injerencia extranjera, VIGINUM, “las actividades de Storm-1516 cumplen los criterios de interferencia digital extranjera y representan una amenaza significativa para el debate público digital”.Otra operación que suplanta a medios es Matrioska. La estrategia también es siempre la misma: crear vídeos con desinformación colocando el logo de un medio de comunicación o institución para que los usuarios crean que son esos medios o instituciones los que los difunden y así amplificar sus campañas de desinformación. ¿Crees que te ha llegado un bulo? Verifica en nuestro chatbot de WhatsApp (+34 644 229 319) "> ¿Crees que te ha llegado un bulo? Verifica en nuestro chatbot de WhatsApp (+34 644 229 319) No son sólo periodistas: el caso de la escritora Judy Batalion DC Weekly, la web que pretendía hacerse pasar por periódico en la capital estadounidense, fue la primera de muchas páginas que se crearon para difundir desinformación, haciéndola pasar por un medio de comunicación. “Existió durante mucho tiempo, de hecho, antes de que empezara a formar parte de la campaña Storm-1516”, explica Linvill .Justo en el DC Weekly apareció suplantada la escritora canadiense Judy Batalion, cuyos libros han sido traducidos a múltiples idiomas. Aunque no con su nombre (le pusieron Jessica Devlin), sino con su foto. Tenía incluso una biografía: “Jessica Devlin es una periodista distinguida y aclamada, cuya carrera la ha llevado a algunas de las regiones más críticas y desafiantes del mundo. Nacida y criada en la vibrante metrópolis de Nueva York, la pasión de Jessica por la narrativa y su compromiso con la búsqueda de la verdad han impulsado su notable trayectoria en el periodismo”.Contenidos desinformadores publicados en 2023 que utilizan la imagen de Judy Batalion. Fuente: “DC Weekly” y CBC.“Técnicamente ni siquiera era periodista, solo era una escritora a la que le robaron la imagen. Pero otras veces eligen a periodistas que están en las trincheras, por así decirlo. Periodistas que se dedican al trabajo diario”, explica Linvill. “Diría que no suelen elegir a periodistas extremadamente conocidos”, añade.Otras de las personas que aparecía en el DC Weekly es Sonja Van Den Ende, aunque en este caso, sí que está vinculada al Kremlin. Como explica el informe de la Universidad de Clemson, “tras asistir a una conferencia organizada por el propagandista ruso Aleksandr Dugin, Van Den Ende viajó como ‘observadora independiente’ y periodista al este de Ucrania, ofreciendo información prorrusa”. También, indican, ha compartido con frecuencia narrativas de Storm-1516 en su perfil de X así como en su blog. También forma parte del GFCN, la red que se hace pasar por verificadores y que está vinculada al Kremlin.Página web que publicó el contenido desinformador sobre la supuesta muerte del periodista (arriba) y la republicación por páginas web rusas.John Mark Dougan y la Fundación para Combatir la InjusticiaDetrás de webs de desinformación está la operación Storm-1516. Una de sus figuras visibles sería, según la Comisión Europea, John Mark Dougan, un ex sheriff del condado de Florida (Estados Unidos) que se mudó a Rusia y que está sancionado por la UE desde diciembre de 2025 por “participar en operaciones de información digital pro-Kremlin desde Moscú al operar la red CopyCop de sitios web de noticias falsas y apoyar las actividades de Storm-1516”.Como explicaba el New York Times en un artículo en mayo de 2024: “Trabajando desde un apartamento lleno de servidores y otros equipos informáticos, el Sr. Dougan ha construido una red cada vez mayor de más de 160 sitios web falsos que imitan medios de comunicación de Estados Unidos, Gran Bretaña y Francia”.Así, añaden que “con la ayuda de herramientas de inteligencia artificial disponibles comercialmente, ha llenado los sitios web con decenas de miles de artículos, muchos basados en noticias reales”.“Hay muchas personas que comparten contenidos con las narrativas de Storm-1516 que hemos vinculado a la Fundación para Combatir la Injusticia (Foundation to Battle Injustice, sancionada por la UE, en cuya página la define como ‘una falsa ONG de defensa de los derechos humanos creada en marzo de 2021 por Yevgeny Prigozhin, fundador del grupo Wagner’)”, explica Linvill y añade que esa organización reclutó a personas de todo el mundo que dicen ser periodistas, pero en realidad no lo son”. Varias de estas personas, asegura, “trabajaban en el DC Weekly”.Desde la Universidad de Clemson publicaron el informe 'Escritores de la Tormenta’, donde analizaron los perfiles que han contribuido a amplificar esta operación y su vinculación con la supuesta fundación. “Muchos de los principales difusores de las narrativas de la Storm-1516 son importantes colaboradores de la supuesta fundación y/o de su organización hermana, la Asociación de Periodistas de los BRICS (BJA)”, dice el informe. Añaden que estos perfiles “provienen de todo el mundo y suelen ser las primeras cuentas en redes sociales que identificamos compartiendo narrativas específicas sobre Storm-1516”. En ocasiones “también comparten con frecuencia” esas narrativas en sus propios blogs o páginas de noticias, añaden. Además de Dougan, el informe destaca a otras ocho personas que estarían vinculadas a la supuesta fundación y que han difundido narrativas de Storm-1516. Una de ellas es la ya mencionada Sonja Van Den Ende.Los periodistas en la diana: más allá de RusiaEl informe ‘100 deepfakes’ de Reporteros Sin Fronteras, publicado en febrero de 2026, destaca cómo “esos montajes digitales que usurpan la identidad de personas reales, se están imponiendo en el panorama informativo mundial”. En dos años, la organización ha detectado un centenar de deepfakes que suplantan a periodistas de 27 países. Las consecuencias pueden ser múltiples: difamación, fraude, peligro contra la integridad física. El 74% eran mujeres.Vincent Berthier, jefe del Departamento de Tecnología de la organización destaca, en conversación con Maldita.es, tres categorías diferentes en la suplantación de periodistas: “La primera es la suplantación de voz o de la identidad de periodistas en una imagen, por ejemplo”. Podría ser el caso del periodista Jorge Liboreiro o Helen Brown.La segunda es “la suplantación de la marca del medio de comunicación. Por ejemplo, se crea contenido falso y se le añade un logotipo falso”. Como son cualquiera de los vídeos de Matrioska.Y la tercera y “más sutil, es un vídeo falso con la voz y la apariencia de un periodista”. Estos, dice, “son los más sofisticados y pueden ser muy perjudiciales tanto para la credibilidad del periodista como, por supuesto, para la integridad de la información”. El informe de Reporteros Sin Fronteras destaca el caso de Cristina Caicedo Smit, que trabaja para Voice of America y descubrió en febrero de 2025 que su voz y su imagen habían sido utilizadas indebidamente en un deepfake. Otro caso fue el de la periodista eslovaca Monika Todova cuya voz fue usada en un audio falso donde supuestamente hablaba con Michal Šimečka, líder del partido liberal Eslovaquia Progresista, sobre cómo manipular las elecciones, en parte comprando votos a la marginada minoría romaní del país. Además de la suplantación, este caso fue preocupante por cómo la desinformación creada con deepfakes podían interferir en unas elecciones. El audio comenzó a circular escasas horas previas a la votación.

📲 ¡Pincha aquí y sigue el canal de WhatsApp de Maldita.es para que no te la cuelen! "> 📲 ¡Pincha aquí y sigue el canal de WhatsApp de Maldita.es para que no te la cuelen! Storm-1516: creación y suplantación páginas web para hacerlas pasar por medios de comunicaciónLa Operación Storm-1516, descubierta en agosto de 2023, y bautizada con ese nombre por Microsoft, es una campaña que consiste en la creación de páginas webs que suplantan a medios de comunicación, copiando su estilo, y suplantando también a periodistas que trabajan en esos medios para difundir desinformaciones.En marzo de 2025, un periodista alemán afincado en Francia llamado Robert Smichdt recibió un email de “un redactor jefe de una web de un país de Europa del Este” pidiéndole saber más sobre la investigación “que acababa de publicar sobre Olena Zelenska”, esposa del presidente de Ucrania, Volodímir Zelenski. Smichdt había investigado sobre extremismos o empresas multinacionales, pero nunca sobre un supuesto tráfico de menores en la fundación que preside la primera dama de Ucrania. Fue ahí cuando se enteró de que también fue víctima de una campaña de desinformación rusa que comenzó unos meses antes. Fue por un artículo de Maldita.es que el periodista alemán descubrió que había sido suplantado: usaron su nombre como si fuese un periodista que había descubierto que la Fundación Olena Zelenska “suministraba niños ucranianos a pedófilos en Europa occidental”. Una teoría similar a la del Pizzagate. También pusieron su nombre a un canal de YouTube, que ya no existe, donde sólo había un vídeo: la supuesta exclusiva de una persona que decían que era extrabajador de la fundación y que confesaba el secreto a Smichdt. Sin embargo, no se le ve la cara a ninguna de las dos personas que aparecen.Quien contactó al verdadero Smichdt en marzo de 2025 quería colaborar en la supuesta revelación que involucraría a la primera dama de Ucrania en tráfico de menores. “En realidad, me sorprendí un poco porque, en ese momento, ya había muchos artículos que demostraban que era algo inventado y me sorprendió que no lo encontrara”, cuenta Smichdt a Maldita.es.Páginas web que publicaron el contenido desinformador atribuido a Schmidt (arriba) y canal de YouTube con el nombre del periodista (abajo). Fuente: páginas web que lo difundieron y YouTube.La elección de los periodistas a los que robar la identidad es, aparentemente, aleatoria. “Creo que buscan periodistas europeos independientes con cierta credibilidad. También podría haber un vínculo con investigaciones en las que participé con respecto a la interferencia rusa y bielorrusa con Interpol, por lo que pueden haber usado eso para crear alguna reputación negativa con esa historia, pero creo que la explicación principal, la más probable, es simplemente que me encontraron en internet”, cuenta Robert Smichdt a Maldita.es.No obstante, esa credibilidad puede verse dañada. Aparecer en una de estas campañas puede suponer pérdida de confianza para las víctimas y repercutir en su profesión. Tiempo después de ser suplantado, Robert Smichdt, que es reportero freelance y parte del colectivo de reporteros WeReport, estaba trabajando en una historia sobre Bielorrusia y una fuente con la que contactó le dijo que no estaba seguro de colaborar con él debido a la historia publicada en la Operación Storm-1516. “En realidad, no sé si hay otras personas que querían hablar conmigo y no lo hicieron porque no estaban seguras de si podían confiar o no”, confiesa a Maldita.es.Recientemente, tras la publicación de los archivos de Epstein por parte del Departamento de Estado de Estados Unidos, el periodista Víctor Cousin, que escribe para el diario francés Le Parisien, denunciaba haber sido suplantado en una página web que a su vez se hacía pasar por France-Soir, para difundir desinformaciones que relacionaban al presidente de Francia, Emmanuel Macron, con fiestas y chicos jóvenes.Unos meses antes, la periodista Helen Brown, del británico The Telegraph, donde escribe sobre cultura, también se sorprendió cuando un día alguien le avisó de que su foto estaba firmando un texto que decía que Zelenski había sido atrapado enun esquema de corrupción multimillonario, un tema que queda lejos de los contenidos sobre música o teatro de los que Brown suele escribir. Junto a la firma aparecía su foto, concretamente la que usa en su perfil de Twitter (ahora X). A diferencia de Víctor Cousin, que fue suplantado con foto y nombre, solo aparecía la foto de Brown, pero el nombre era “Charlotte Davies”.Desinformación publicada en 2025 que utiliza la imagen de Helen Brown, robada de su perfil de X. Fuente: “London Telegraph” y X.En el caso de Brown solo usaron su foto y un tipo de tema muy diferente al que ella suele escribir. Sin embargo, en el del periodista Jorge Liboreiro, como él mismo cuenta, no solo era un tema similar a los que él trata, como “los vetos de Orbán en la UE”, sino que también dice, usan un estilo de escritura muy parecido al suyo.Encontramos otras variaciones en el modus operandi usado. Por ejemplo, a Smichdt lo suplantaron creando un canal de YouTube con su nombre y posteriormente difundiendo la supuesta revelación del supuesto testigo en una web llamada DC Weekly que se hacía pasar por una cabecera histórica de Washington, pero que no era más que una página creada con el propósito de difundir este tipo de campañas, como explicaba el New York Times en un artículo. También lo han usado en otra web llamada NetAfrica [.] net. En el caso de Helen Brown, la página web que se hacía pasar por The Telegraph se llamaba The London Telegraph y su tipografía era la misma que la del original.Además de suplantar a periodistas, estas campañas “con frecuencia usan actores de África Occidental o rusos que se hacen pasar por personas de otras partes del mundo”, explica Darren Linvill, profesor de la Universidad de Clemson y autor, junto con otros compañeros, de varias publicaciones que analizan estas campañas. Según menciona, “la primera historia de la Operación Storm-1516 que publicaron trataba sobre Zelenski comprando una villa en Egipto, una historia en la que crearon a un periodista al que le dieron un nombre, una cara y usaron a un actor para interpretarlo y le dieron un canal de YouTube. Y luego, más de un año después simularon el asesinato de ese supuesto periodista en otra historia”.Según explica la agencia estatal francesa que estudia la desinformación e injerencia extranjera, VIGINUM, “las actividades de Storm-1516 cumplen los criterios de interferencia digital extranjera y representan una amenaza significativa para el debate público digital”.Otra operación que suplanta a medios es Matrioska. La estrategia también es siempre la misma: crear vídeos con desinformación colocando el logo de un medio de comunicación o institución para que los usuarios crean que son esos medios o instituciones los que los difunden y así amplificar sus campañas de desinformación. ¿Crees que te ha llegado un bulo? Verifica en nuestro chatbot de WhatsApp (+34 644 229 319) "> ¿Crees que te ha llegado un bulo? Verifica en nuestro chatbot de WhatsApp (+34 644 229 319) No son sólo periodistas: el caso de la escritora Judy Batalion DC Weekly, la web que pretendía hacerse pasar por periódico en la capital estadounidense, fue la primera de muchas páginas que se crearon para difundir desinformación, haciéndola pasar por un medio de comunicación. “Existió durante mucho tiempo, de hecho, antes de que empezara a formar parte de la campaña Storm-1516”, explica Linvill .Justo en el DC Weekly apareció suplantada la escritora canadiense Judy Batalion, cuyos libros han sido traducidos a múltiples idiomas. Aunque no con su nombre (le pusieron Jessica Devlin), sino con su foto. Tenía incluso una biografía: “Jessica Devlin es una periodista distinguida y aclamada, cuya carrera la ha llevado a algunas de las regiones más críticas y desafiantes del mundo. Nacida y criada en la vibrante metrópolis de Nueva York, la pasión de Jessica por la narrativa y su compromiso con la búsqueda de la verdad han impulsado su notable trayectoria en el periodismo”.Contenidos desinformadores publicados en 2023 que utilizan la imagen de Judy Batalion. Fuente: “DC Weekly” y CBC.“Técnicamente ni siquiera era periodista, solo era una escritora a la que le robaron la imagen. Pero otras veces eligen a periodistas que están en las trincheras, por así decirlo. Periodistas que se dedican al trabajo diario”, explica Linvill. “Diría que no suelen elegir a periodistas extremadamente conocidos”, añade.Otras de las personas que aparecía en el DC Weekly es Sonja Van Den Ende, aunque en este caso, sí que está vinculada al Kremlin. Como explica el informe de la Universidad de Clemson, “tras asistir a una conferencia organizada por el propagandista ruso Aleksandr Dugin, Van Den Ende viajó como ‘observadora independiente’ y periodista al este de Ucrania, ofreciendo información prorrusa”. También, indican, ha compartido con frecuencia narrativas de Storm-1516 en su perfil de X así como en su blog. También forma parte del GFCN, la red que se hace pasar por verificadores y que está vinculada al Kremlin.Página web que publicó el contenido desinformador sobre la supuesta muerte del periodista (arriba) y la republicación por páginas web rusas.John Mark Dougan y la Fundación para Combatir la InjusticiaDetrás de webs de desinformación está la operación Storm-1516. Una de sus figuras visibles sería, según la Comisión Europea, John Mark Dougan, un ex sheriff del condado de Florida (Estados Unidos) que se mudó a Rusia y que está sancionado por la UE desde diciembre de 2025 por “participar en operaciones de información digital pro-Kremlin desde Moscú al operar la red CopyCop de sitios web de noticias falsas y apoyar las actividades de Storm-1516”.Como explicaba el New York Times en un artículo en mayo de 2024: “Trabajando desde un apartamento lleno de servidores y otros equipos informáticos, el Sr. Dougan ha construido una red cada vez mayor de más de 160 sitios web falsos que imitan medios de comunicación de Estados Unidos, Gran Bretaña y Francia”.Así, añaden que “con la ayuda de herramientas de inteligencia artificial disponibles comercialmente, ha llenado los sitios web con decenas de miles de artículos, muchos basados en noticias reales”.“Hay muchas personas que comparten contenidos con las narrativas de Storm-1516 que hemos vinculado a la Fundación para Combatir la Injusticia (Foundation to Battle Injustice, sancionada por la UE, en cuya página la define como ‘una falsa ONG de defensa de los derechos humanos creada en marzo de 2021 por Yevgeny Prigozhin, fundador del grupo Wagner’)”, explica Linvill y añade que esa organización reclutó a personas de todo el mundo que dicen ser periodistas, pero en realidad no lo son”. Varias de estas personas, asegura, “trabajaban en el DC Weekly”.Desde la Universidad de Clemson publicaron el informe 'Escritores de la Tormenta’, donde analizaron los perfiles que han contribuido a amplificar esta operación y su vinculación con la supuesta fundación. “Muchos de los principales difusores de las narrativas de la Storm-1516 son importantes colaboradores de la supuesta fundación y/o de su organización hermana, la Asociación de Periodistas de los BRICS (BJA)”, dice el informe. Añaden que estos perfiles “provienen de todo el mundo y suelen ser las primeras cuentas en redes sociales que identificamos compartiendo narrativas específicas sobre Storm-1516”. En ocasiones “también comparten con frecuencia” esas narrativas en sus propios blogs o páginas de noticias, añaden. Además de Dougan, el informe destaca a otras ocho personas que estarían vinculadas a la supuesta fundación y que han difundido narrativas de Storm-1516. Una de ellas es la ya mencionada Sonja Van Den Ende.Los periodistas en la diana: más allá de RusiaEl informe ‘100 deepfakes’ de Reporteros Sin Fronteras, publicado en febrero de 2026, destaca cómo “esos montajes digitales que usurpan la identidad de personas reales, se están imponiendo en el panorama informativo mundial”. En dos años, la organización ha detectado un centenar de deepfakes que suplantan a periodistas de 27 países. Las consecuencias pueden ser múltiples: difamación, fraude, peligro contra la integridad física. El 74% eran mujeres.Vincent Berthier, jefe del Departamento de Tecnología de la organización destaca, en conversación con Maldita.es, tres categorías diferentes en la suplantación de periodistas: “La primera es la suplantación de voz o de la identidad de periodistas en una imagen, por ejemplo”. Podría ser el caso del periodista Jorge Liboreiro o Helen Brown.La segunda es “la suplantación de la marca del medio de comunicación. Por ejemplo, se crea contenido falso y se le añade un logotipo falso”. Como son cualquiera de los vídeos de Matrioska.Y la tercera y “más sutil, es un vídeo falso con la voz y la apariencia de un periodista”. Estos, dice, “son los más sofisticados y pueden ser muy perjudiciales tanto para la credibilidad del periodista como, por supuesto, para la integridad de la información”. El informe de Reporteros Sin Fronteras destaca el caso de Cristina Caicedo Smit, que trabaja para Voice of America y descubrió en febrero de 2025 que su voz y su imagen habían sido utilizadas indebidamente en un deepfake. Otro caso fue el de la periodista eslovaca Monika Todova cuya voz fue usada en un audio falso donde supuestamente hablaba con Michal Šimečka, líder del partido liberal Eslovaquia Progresista, sobre cómo manipular las elecciones, en parte comprando votos a la marginada minoría romaní del país. Además de la suplantación, este caso fue preocupante por cómo la desinformación creada con deepfakes podían interferir en unas elecciones. El audio comenzó a circular escasas horas previas a la votación.
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Dust off your sequins for the ultimate prom do-over! Join us at South Second for a cosmic night of dancing, authenticity, and celebration. The post Post From Community: ✨ Queer Prom: A Night Under the Stars ✨ appeared first on Milwaukee Neighborhood News Service.

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Trump's budget would cut EPA funding 50% and eliminate renewable energy programs.

Trump's budget would cut EPA funding 50% and eliminate renewable energy programs.
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A partir desta sexta-feira (10), os passaportes dos viajantes que ingressarem na União Europeia deixarão de ser carimbados. O controle nas fronteiras europeias passa a ser predominantemente digital.
A partir desta sexta-feira (10), os passaportes dos viajantes que ingressarem na União Europeia deixarão de ser carimbados. O controle nas fronteiras europeias passa a ser predominantemente digital.
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235-й Гарнизонный военный суд приговорил бывшего заместителя главы Минобороны Павла Попова к 19 годам строгого режима по делу о коррупции на строительстве парка "Патриот", сообщает ТАСС. Помимо этого, его лишили звания генерал-полковника, госнаград и оштрафовали на 85 млн рублей. Как сообщает РБК, 69-летний обвиняемый принимал участие в заседании по видеосвязи, ему разрешили не вставать во время оглашения приговора в связи с состоянием здоровья. Свою вину он не признал ни по одному из...
235-й Гарнизонный военный суд приговорил бывшего заместителя главы Минобороны Павла Попова к 19 годам строгого режима по делу о коррупции на строительстве парка "Патриот", сообщает ТАСС. Помимо этого, его лишили звания генерал-полковника, госнаград и оштрафовали на 85 млн рублей. Как сообщает РБК, 69-летний обвиняемый принимал участие в заседании по видеосвязи, ему разрешили не вставать во время оглашения приговора в связи с состоянием здоровья. Свою вину он не признал ни по одному из...
20 minutes
جەی دی ڤانس، جێگری سەرۆکی ئەمەریکا پێش ئەوەی واشنتن بەرەو پاکستان بەجێبهێڵێت، بە ڕۆژنامەنووسانی ڕاگەیاند چاوەڕی دەکات گفتوگۆکانیان لەگەڵ ئێران ئەرینی بێت و هاوکات هوشداریشی بە ئێران دا کە "یاریمان لەگەڵ مەکەن." جێگری سەرۆکی ئەمەریکا لەناو فڕۆکەکەدا بە ڕۆژنامەنووسانی وت "وەک سەرۆک ترامپ وتوویەتی ئەگەر ئێرانییەکان ئامادەبن بە نیاز باشیەوە دانوستان بکەن، بە دڵنیاییەوە ئێمە ئامادەین دەستی دۆستایەتی درێژ بکەین. ئەگەر بڕیارە یاریمان لەگەڵ بکەن، ئەوا بۆیان دەردەکەوێت کە تیمی دانوستانکار ئەوە...
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جەی دی ڤانس، جێگری سەرۆکی ئەمەریکا پێش ئەوەی واشنتن بەرەو پاکستان بەجێبهێڵێت، بە ڕۆژنامەنووسانی ڕاگەیاند چاوەڕی دەکات گفتوگۆکانیان لەگەڵ ئێران ئەرینی بێت و هاوکات هوشداریشی بە ئێران دا کە "یاریمان لەگەڵ مەکەن." جێگری سەرۆکی ئەمەریکا لەناو فڕۆکەکەدا بە ڕۆژنامەنووسانی وت "وەک سەرۆک ترامپ وتوویەتی ئەگەر ئێرانییەکان ئامادەبن بە نیاز باشیەوە دانوستان بکەن، بە دڵنیاییەوە ئێمە ئامادەین دەستی دۆستایەتی درێژ بکەین. ئەگەر بڕیارە یاریمان لەگەڵ بکەن، ئەوا بۆیان دەردەکەوێت کە تیمی دانوستانکار ئەوە...
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O presidente chinês Xi Jinping recebeu, nesta sexta-feira (10) em Pequim, a presidenta do Kuomintang (KMT, o Partido Nacional Chinês), Cheng Li-wun, no primeiro encontro entre um líder do KMT e um mandatário chinês em dez anos. Na reunião, Xi, que também é secretário-geral do Partido Comunista da China (PCCh), afirmou que a “independência de […] Fonte
O presidente chinês Xi Jinping recebeu, nesta sexta-feira (10) em Pequim, a presidenta do Kuomintang (KMT, o Partido Nacional Chinês), Cheng Li-wun, no primeiro encontro entre um líder do KMT e um mandatário chinês em dez anos. Na reunião, Xi, que também é secretário-geral do Partido Comunista da China (PCCh), afirmou que a “independência de […] Fonte
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طرح بهروزرسانی «قانون برنامهریزی نظامی» فرانسه که افزایش قابلتوجه بودجه دفاعی این کشور را تا سال ۲۰۳۰ پیشبینی میکند، با موانع جدی مالی روبهرو است. نهادهای نظارتی هشدار میدهند که این اهداف بلندپروازانه ممکن است با تعهدات مالی فرانسه در چارچوب اتحادیه اروپا ناسازگار باشد و دولت را ناگزیر به تصمیمهای دشوار اقتصادی کند.
طرح بهروزرسانی «قانون برنامهریزی نظامی» فرانسه که افزایش قابلتوجه بودجه دفاعی این کشور را تا سال ۲۰۳۰ پیشبینی میکند، با موانع جدی مالی روبهرو است. نهادهای نظارتی هشدار میدهند که این اهداف بلندپروازانه ممکن است با تعهدات مالی فرانسه در چارچوب اتحادیه اروپا ناسازگار باشد و دولت را ناگزیر به تصمیمهای دشوار اقتصادی کند.
21 minutes
This free course guides students through the process of creating an audio story—from the initial idea to the final script. The post Learn from Rádio Novelo how to transform your ideas into audio stories appeared first on LatAm Journalism Review by the Knight Center.
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23 minutes

Në Maqedoni nuk po na lulëzojnë trëndafilat, në shumë fusha e për shumë arsye! Këtë, në forma e përmbajtje të ndryshme, vazhdimisht e konfirmojnë institucionet e forumet brenda e jashtë shtetit. Më i fundit, por jo i vetmi dhe jo më pak i rëndësishmi, është raporti i para pak ditëve i Freedom House, ku konstatohet […]

23 minutes
Në Maqedoni nuk po na lulëzojnë trëndafilat, në shumë fusha e për shumë arsye! Këtë, në forma e përmbajtje të ndryshme, vazhdimisht e konfirmojnë institucionet e forumet brenda e jashtë shtetit. Më i fundit, por jo i vetmi dhe jo më pak i rëndësishmi, është raporti i para pak ditëve i Freedom House, ku konstatohet […]
24 minutes
Preşedintele Emmanuel Macron s-a întâlnit cu Papa Leon al XIV-lea, la Vatican pentru a discuta despre criza din Orientul Mijlociu. Liderul de la Palatul Elysée a fost acompaniat de soţia sa, Brigitte Macron. Este a patra audienţă papală obţinută de preşedintele Franţei, în două mandate, după cele trei acordate de Papa Francisc, decedat anul trecut. Papa Leon al XIV-lea s-a aflat în noiembrie în Liban, ţară ce nu a fost inclusă acum în armistiţiul iraniano-american. De partea sa, liderul francez cere - de la începutul acestui conflict izbucnit pe 28 februarie, când SUA şi Israelul au atacat Iranul- încetarea ostilităţilor în Liban.
Preşedintele Emmanuel Macron s-a întâlnit cu Papa Leon al XIV-lea, la Vatican pentru a discuta despre criza din Orientul Mijlociu. Liderul de la Palatul Elysée a fost acompaniat de soţia sa, Brigitte Macron. Este a patra audienţă papală obţinută de preşedintele Franţei, în două mandate, după cele trei acordate de Papa Francisc, decedat anul trecut. Papa Leon al XIV-lea s-a aflat în noiembrie în Liban, ţară ce nu a fost inclusă acum în armistiţiul iraniano-american. De partea sa, liderul francez cere - de la începutul acestui conflict izbucnit pe 28 februarie, când SUA şi Israelul au atacat Iranul- încetarea ostilităţilor în Liban.
27 minutes
Sangita Swechcha di Global Voices ha intervistato l'agente letterario indiano Ambar Sahil Chatterjee alla Fiera del Libro di Londra del 2026, parlando del ruolo degli agenti letterari e di altri argomenti.
Sangita Swechcha di Global Voices ha intervistato l'agente letterario indiano Ambar Sahil Chatterjee alla Fiera del Libro di Londra del 2026, parlando del ruolo degli agenti letterari e di altri argomenti.
28 minutes

A federal judge needs to extend his order blocking work on an immigration detention center in Washington County, because a federal government promise to pause work could "lift at any moment, in secret and without warning," the state argued Thursday.

28 minutes
A federal judge needs to extend his order blocking work on an immigration detention center in Washington County, because a federal government promise to pause work could "lift at any moment, in secret and without warning," the state argued Thursday.
28 minutes

Gasoline prices are climbing. The war in Iran has created instability in oil markets and driven fuel prices up across the country. In Minnesota, gas prices have jumped roughly 50 cents in the last month according to AAA, and analysts warn continued instability in shipping routes through the Strait of Hormuz could push them even […]

Gasoline prices are climbing. The war in Iran has created instability in oil markets and driven fuel prices up across the country. In Minnesota, gas prices have jumped roughly 50 cents in the last month according to AAA, and analysts warn continued instability in shipping routes through the Strait of Hormuz could push them even […]
29 minutes
Взрыв произошел на складе, расположенном в жилом районе. По предварительным данным, на складе хранилась пиротехника
Взрыв произошел на складе, расположенном в жилом районе. По предварительным данным, на складе хранилась пиротехника
29 minutes
Le cabinet israélien a discrètement donné son feu vert il y a quelques jours à la construction de 34 nouvelles colonies en Cisjordanie occupée. L’information a été révélée par la presse israélienne et dénoncée par l’ONG La Paix Maintenant. Quelque 500 000 colons juifs sont actuellement installés illégalement en Cisjordanie occupée, où résident plus de trois millions de Palestiniens.
Le cabinet israélien a discrètement donné son feu vert il y a quelques jours à la construction de 34 nouvelles colonies en Cisjordanie occupée. L’information a été révélée par la presse israélienne et dénoncée par l’ONG La Paix Maintenant. Quelque 500 000 colons juifs sont actuellement installés illégalement en Cisjordanie occupée, où résident plus de trois millions de Palestiniens.
31 minutes
รมว.พลังงานชี้หลังวิกฤตต้องรื้อกลไกกองทุนน้ำมัน ลดภาษีสรรพสามิตขอเป็นทางเลือกสุดท้ายเพราะรัฐต้องใช้เงินช่วยประชาชน ตอนนี้ขอจัดการลดค่าการกลั่นก่อนและทุกโรงกลั่นก็ให้ความร่วมมือ อนาคตเตรียมใช้พลังงานทดแทน
รมว.พลังงานชี้หลังวิกฤตต้องรื้อกลไกกองทุนน้ำมัน ลดภาษีสรรพสามิตขอเป็นทางเลือกสุดท้ายเพราะรัฐต้องใช้เงินช่วยประชาชน ตอนนี้ขอจัดการลดค่าการกลั่นก่อนและทุกโรงกลั่นก็ให้ความร่วมมือ อนาคตเตรียมใช้พลังงานทดแทน
31 minutes
Komisionarja evropiane për Zgjerim, Marta Kos, tha se Komisioni Evropian ende po vlerëson nëse Serbia i përmbush kushtet për “pagesa në bazë të instrumenteve financiare të Bashkimit Evropian”.
Komisionarja evropiane për Zgjerim, Marta Kos, tha se Komisioni Evropian ende po vlerëson nëse Serbia i përmbush kushtet për “pagesa në bazë të instrumenteve financiare të Bashkimit Evropian”.